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The rain, the park and the other things

Nel 1967 la band “the Cowsills” fece uscire il suo singolo “The rain, the park and the other things”. La loro è la tipica canzone d’amore riguardante una bellissima fanciulla che facendo innamorare un uomo riesce a cambiare completamente la sua prospettiva sulle cose di tutti i giorni. Inizia ad apprezzare i piccoli dettagli delle sue giornate, come la pioggia, i fiori, il mondo attorno a lui. In breve la ragazza dunque diventa ciò che lo rende davvero felice, e che lo cambia in tutto e per tutto.

E’ quindi vero che basta la persona giusta per cambiarci? per farci sentire meglio non solo con noi stessi ma anche nei confronti di tutto ciò che ci sta attorno? la canzone non ci da una riposta concreta, o quasi: la ragazza ad un certo punto della canzone scompare, lasciando nella mano dell’uomo solo un piccolo fiore e un grande sole in cielo; l’atmosfera è così surreale che il ragazzo pensa di aver sognato tutto, ma questo non basta per farlo tornare triste, grigio, passivo. Continua a cantare infatti, e continua a stupirsi per le meraviglie del mondo.

Come un vero e proprio incontro catartico la ragazza amata lascia entrare il suo spasimante in una dimensione di spensieratezza, gioia e amore.

Anche se non sempre è un aspetto positivo della nostra persona, siamo facilmente influenzabili da chi ci circonda. Per questo quando troviamo quel qualcuno che ci aiuta ad aprire gli occhi e che ci stravolge non importa cosa possa accadere, tutto quello che proveremo è gratitudine.

Un’altra ipotesi è che l’uomo abbia per davvero sognato questo incontro mistico, e che dunque il merito per la sua felicità sia stato proprio lui stesso. Qui ognuno può pensarla come vuole, la morale della canzone rimane sempre la stessa: la vita è fatta per essere vissuta, ci saranno giorni nuvolosi e giorni di sole, l’importante è attraversarla e gioire delle piccole cose.

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