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Saint Laurent SS24 show

Sensualità ed eleganza retrò per la sfilata alla fashion week di Parigi

Enormi pareti ocra, caleidoscopiche, di marmo, come per creare una stanza ai piedi della Tour Eiffel. La notte e la luminosità di quello spazio, la sua opulenza, si espandono davanti agli occhi, finché si inoltra in punta di piedi una musica solenne che ha un sapore tra il presente e l’antico, tra il sacro e il cocktail bar.

La sfilata Saint Laurent primavera – estate 2024 inizia improvvisamente con una musica d’organo che poi sfuma in un ritmo jazz e una voce, di donna, mentre la prima modella sale i gradini sinuosamente e cammina sulla passerella con la stessa fluidità ed eleganza del Chateau Lagrange versato lentamente in un calice fino a scoprire il suo aroma e il suo colore rosso intenso. Indossa un completo beige, una jumpsuit ispirata alla celebre Safari Jacket disegnata da Yves Saint Laurent a fine negli anni Sessanta, riprendendo lo stile delle prime aviatrici di quegli anni, pioniere di quella professione, combinando mascolinità e femminilità, delicatezza e forza in un capo irresistibile, completato dagli orecchini oro geometrici, gli occhi resi più profondi dall’ombretto nero e il rossetto rosso.

Un capo della sfilata primavera-estate 2024 di Saint Laurent/ Alessandro Luciani

La sfilata: un film degli anni 70 davanti ai nostri occhi

Le indossatrici iniziano a sfilare una dopo l’altra percorrendo le note della colonna sonora del film cult Top Gun.

Ogni capo è come se fosse una scena di una pellicola cinematografica plasmata dal direttore creativo della maison Anthony Vaccarello,  per far ritornare gli spettatori alla Parigi degli anni Settanta. I toni terrosi, i capelli tirati indietro con estrema precisione, i volti scolpiti e gli occhi nascosti dietro occhiali da sole neri conferiscono un’aura di mistero, di solennità, come se fossimo di fronte all’enigma della sfinge.

Fluiscono sahariane e pantaloni a pieghe, abiti che giocano sulle trasparenze mostrando le linee dei corpi, i midi dress dallo scollo a V, l’ensemble con gonna a matita abbinata a una cintura, nei toni del bordeaux, del marrone e del crema: perché tutti i look della sfilata fossero immersi in una tavolozza cromatica che richiamava i colori della terra, con le sfumature che sembrano quasi riprodurre le venature del marmo delle pareti e della passerella un materiale intramontabile, proprio come il design eterno di Saint Laurent.

Un gioco tra linee e trasparenze al fashion show di Saint Laurent a Parigi/ Alessandro Lucioni

Tra il passato e il presente

In quell’ambiente avvolto da pareti ocra e dalla musica, emerge una chiara verità: lo stile di Saint Laurent è come quel marmo, indelebile e sempre rinnovato. La collezione primavera-estate 2024 trasporta in un viaggio attraverso le epoche, dalle audaci aviatrici degli anni Sessanta alle donne sofisticate e allo stesso tempo forti di oggi. Come il Chateau Lagrange si svela lentamente in un calice, la moda di Saint Laurent ha svelato qui la sua essenza, intensavibrante.

Sulla passerella illuminata da un’atmosfera enigmatica, il presente abbraccia il passato, e l’eredità di uno dei più grandi stilisti della storia ha trovato nuova vita. La moda di  Saint Laurent, con la sua audacia e il suo impegno per l’eleganza senza tempo, continua a ispirare e ad affascinare.

All’improvviso, la Tour Eiffel inizia a sbriciolarsi nel suo gioco di luci come  in omaggio a questo straordinario tributo alla moda e all’eterna raffinatezza parigina.

Una jumpsuite ispirata alla celebre Safari Jacket/ Alessandro Lucioni

Arianna Galli (Brescia, 29 marzo 2002) è una scrittrice, poetessa, critica letteraria, pittrice, giornalista di moda e traduttrice italiana con origini francesi, autrice dei libri "Non c'erano fiori"(2022, Giuliano Ladolfi Editore) e "Il Deserto di Milano" (2023, Edizioni Ensemble). Ha vinto vari premi letterari nazionali e le sue composizioni sono comparse sui più importanti giornali e riviste letterarie italiane – sulle versioni cartacee dei giornali La Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale di Brescia e sulle testate online Interno Poesia, Alma Poesia, Poesia del nostro tempo, Rivista '900 letterario e Atelier Poesia – e straniere in francese (Revue Incertain Regard), portoghese (Eufeme magazine) e spagnolo (Revista Kametsa). Collabora come critica letteraria a Satisfiction con la sua rubrica "Poesia per respirare la vita".

Fashion Journalist
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