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Lateral Thinking

“La creatività è la capacità della mente di dare vita a nuove connessioni tra le forme del pensiero esistenti. La creatività rende la vita più interessante, più divertente e più ricca di successi. Negli affari la creatività è diventata essenziale, perché tutto il resto è ormai un bene a disposizione di chiunque”. (Edward De Bono)

Si pensa spesso che la creatività sia un talento innato, un qualcosa che possiedi oppure no, la verità però è un’altra. La creatività è un’abilità che tutti noi possediamo ma che va costantemente coltivata e perfezionata. La creatività è anche una capacità di problem solving, per migliorare, semplificare o semplicemente cambiare.

Cos’è il pensiero laterale?

É il processo di pensiero associativo che sta alla base di qualsiasi forma di creatività e di problem solving. Un problema apparentemente irrisolvibile può avere una soluzione geniale o semplice.

Questo fenomeno è noto dal 1967, quando lo psicologo maltese Edward De Bono coniò l’espressione “pensiero laterale” per definire questa modalità di ragionamento creativa. É una modalità innata presente in tutti noi, fino ai 5 anni siamo tutti dei “lateral thinkers”, anche se col tempo tendiamo ad accantonarla.

La differenza tra pensiero laterale e tradizionale la spiega De Bono: “La logica è lo strumento usato per approfondire una miniera, per allargarla e dotarla delle strutture necessarie. Se però la miniera è stata scavata in un posto sbagliato, nessun accorgimento riuscirà a rimuoverla e a trasportarla in un posto adatto. É augurabile che si scelgano di frequente dei posti insoliti per l’apertura di miniere. Se molte potranno risultare un inutile spreco di denaro, altre al contrario si riveleranno probabilmente fertilissime”.

Per diventare pensatori laterali ci vuole un pizzico di follia.

Uno studio condotto anni fa da ricercatori delle Università di Toronto e Harvard aveva mostrato che la psiche dei creativi è caratterizzata da un basso livello di “inibizione latente”, l’indicatore che misura la capacità della nostra mente di escludere dalla coscienza gli stimoli secondari rispetto a ciò su cui stiamo ragionando. In genere bassi livelli di “inibizione latente” sono associati a stati psicotici e schizofrenici. Si chiede quindi De Bono:” Il pensiero laterale è dunque solo una forma di temporanea e deliberata pazzia? Fra le maggiori caratteristiche di questa infermità non c’è forse quella per cui la mente del malato svolazza da un’idea all’altra come una farfalla?”

Chi è in grado di sfruttare questa potenzialità in maniera cosciente e intelligente riesce a liberare la propria creatività per realizzarsi.

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