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La Garçonne colpisce ancora

La giacca Chanel, capo chiave della Primavera-estate 2022.

La mode se démode, le style jamais.” (Coco Chanel)

“La moda passa, lo stile resta”: così diceva Gabrielle Chanel (1883-1971), in arte Coco, inimitabile pioniera e icona di stile del primo Novecento.

Uno dei capi storici che torna a colorare e a ravvivare lo stile femminile di questa Primavera-estate 2022 è proprio la tanto amata e sempre contemporanea giacca in tweed firmata Chanel, abito davvero immancabile nel guardaroba di una donna moderna dei primi anni del XX secolo.

Gli esordi 

Rosita Levi Pisetzky, prima storiografa della moda, ci dice che è proprio il tailleur ad aprire il nuovo Secolo, ed è Victor Magritte con il romanzo del 1922 La garçonne a introdurre il termine dello stile che sancirà definitivamente la rottura con la tradizione, nonché la nuova concezione ed il ruolo stesso della donna nella Società.

Vera protagonista della rivoluzione di stile di questo secolo (e che segnerà anche quelli a venire) è appunto Coco Chanel, lanciatrice della moda, come dicevamo, alla garçonne, ma vediamo adesso il termine più da vicino: dal francese ‹ġarsòn›, «giovanotto, scapolo» (voce di origine germanica), con tale espressione si intende indicare una ragazza che ostenta modi di fare indipendenti, spregiudicati, e che assume atteggiamenti maschili.

Prendendo ispirazione dagli abiti del duca di Westminster, con cui a metà degli anni ’20 intrattenne una storia d’amore, Coco rimase subito colpita dal tweed, e in particolare dal suo perfetto connubio di eleganza e comodità, ed è proprio così che inizia a sperimentare senza sosta, lavorando e declinando in più colori e trame quel sofisticato tipo di tessuto che fino ad allora era riservato al solo abbigliamento maschile.

Nel 1909 Mademoiselle Chanel apre la sua prima modisteria a Parigi: è qui infatti che inizia la vera innovazione della stilista parigina, che vede la realizzazione di una stoffa che fosse ancora più comoda e leggera dell’originale, creando lei stessa in seguito un perfetto mix in abbinamento a seta e lana.

Mademoiselle Coco, right, fashion expert, with actress Claire, march 1931(Photo by Bettmann/Getty images)

Romy Schneider at Coco Chanel Studio, in carbon Street, in the 1960’s in Paris, France. (Photo by Botti/Gamma Keystone/Getty images)

La giacca Chanel

Erano sempre gli anni Venti quando l’attrice Ina Claire posò per Vogue con il tailleur firmato Chanel: ecco qui la classica giacca, dritta e strutturata, abbottonata bord à bord, senza rinforzi né spalline, con un’unica cucitura al centro della schiena. 

Le maniche sottili, in alto sulla spalla, sono funzionali alla libertà di movimento creando un ensemble très chic ed un comfort unico.

La parte anteriore è caratterizzata da quattro tasche, i bordi e i polsini risultano profilati, e a completare il tutto abbiamo i rinomati bottoni gioiello che richiamano l’intera iconografia della Maison: si va dalla camelia, alla testa di leone, alla tipica doppia C.

“Mi domando perché mi sono lanciata in questo mestiere: perché vi figuro come rivoluzionaria?
Non fu per creare quello che mi piaceva, ma proprio, dapprima e anzitutto, per far passare di moda quello che non mi piaceva” 

Dopo la fine della guerra che aveva comportato la chiusura dell’atelier, nel 1954 Chanel rilancia il suo capo simbolo e riapre la casa di moda, facendo del tailleur l’emblema della nuova figura di donna borghese, moderna ed emancipata.

Tra le donne americane dell’alta borghesia che sgomitano per la giacca di Mademoiselle Chanel, ricordiamo infatti Romy Schneider, Jackie Kennedy (con il famoso tailleur rosa del 1963, anno del tragico assassinio del marito, il presidente John Fitzgerald Kennedy), Marilyn Monroe, e ancora Brigitte Bardot, che lo renderanno indimenticabile.

Dopo la morte della stilista avvenuta nel 1971, a prendere le redini della Maison sarà Karl Lagerfeld, nominato direttore creativo nel 1983. Sarà proprio lui a continuare l’opera di Coco, apportandovi la sua impronta e rivisitandolo secondo le nuove tendenze, sperimentando, a sua volta, nuovi colori e tessuti come il denim o il lurex; non manca poi l’estensione del tessuto anche agli accessori, che lo renderanno ancora più all’avanguardia.

Female model posing in new tweed Parisian Fashion, august 1963. (Photo by Bettmann/Getty Images)

President and Mrs Kennedy on the South Lawn of the WhiteHouse, 1963. (Photo by Bettmann/Getty Images)

Reinterpretazioni (di un grande classico) 

Abbiamo detto quindi che il capo-colosso in tweed torna a caratterizzare questa stagione di moda, e lo fa nelle più disparate versioni reinterpretate ad esempio da Gucci, Saint Laurent, Blazé Milano e molti altri.

Dai modelli short a quelli over, l’iconica giacca esplode per la stagione più mite in tutte le tonalità e con colori vividi e brillanti, che vanno dal giallo acido, all’arancio pastello, al viola e al verde; senza però tralasciare i colori scuri, come il classico modello intrecciato di filati bianchi e neri di Alessandra Rich, o ancora il modello in rosso di Maje, per un look professionale ma sempre alla moda.

Il capospalla infatti non smette di sorprenderci con la sua versatilità, regalandoci un momento di sognata allure parigina, adatta sia di giorno che di sera, e si presenta anche nei colori più tenui e delicati come il panna o l’avorio, e nel modello lungo di Saint Laurent.

Il capo torna anche nei colori tipici della Maison (bianco, blu e rosso), dal comodo tessuto in cotone e lana, come nella variante di Gucci: diventato ormai un musthave, la giacca in tweed è quindi sempre pronta alla rivisitazione, grazie ad una semplicità ed eleganza uniche nel loro genere.

French fashion designer Coco Chanel says goodbye to American department store executive Stanley Marcus as she boards an airplane in Dallas, 1957. ((Photo by Shel Hershorn/Hulton Archive/Getty Images)

Sono una studentessa di moda nell'editoria e nella comunicazione, con una laurea in lettere moderne. Ho una grande passione e mi diletto in tutto ciò che è arte ed espressione di sé, in un mix poliedrico: scrittura, disegno e musica. Aspirante giornalista e stilista di moda, nel tempo libero lascio che il mondo mi parli: creare per me non è solo un hobby, ma uno stile di vita.

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