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Falcon Magazine

Il rapporto tra corpo e abito nella comunicazione

Sin dall’antichità il corpo veniva ornato attraverso dei segni, che si identificavano nella pittura, nei tatuaggi e nei piercing, e con il passare del tempo anche nell’abito. Questi elementi definiscono il corpo diventandone un suo prolungamento, dove viene ‘educato’ a seconda dei canoni, imposti dalla società di appartenenza di un individuo. Attraverso abiti, accessori, trucco e acconciature, il corpo indossa modi d’apparire e d’essere.
L’individuo, cerca la propria identità nel corpo, e ne consegue che l’abito diventa il suo immediato prolungamento, poiché è ciò che più gli si avvicina e sta a contatto con esso.
Per ottenere un ideale di bellezza, alle donne e agli uomini non è più sufficiente ricorrere a diete e prodotti di bellezza – che hanno iniziato a diffondersi intorno al XIX secolo – poiché la nostra società si è spinta fino all’utilizzo degli interventi chirurgici, per ottenere il corpo ‘ideale’.
Infatti, questi trattamenti hanno dato solo l’illusione apparente di poter ottenere un corpo perfetto, dove non basta più cambiarsi d’abito per essere alla moda.
Nella moda ciò che è importante non è il corpo ma il tipo di relazione che si crea tra corpo e abito. Se nell’epoca contemporanea, il corpo ha acquisito maggiore centralità, oggi viene percepito come un mezzo a disposizione dell’individuo per la costruzione della propria identità.
Di conseguenza, il corpo diventa l’unica cosa stabile che possiamo controllare.
L’abito e il corpo sono la testimonianza di come vogliamo approcciarci al mondo esterno, ossia del significato che attribuiamo alla parte di noi che vogliamo mettere in relazione con gli altri individui.

Il corpo, oltre ad essere uno strumento di comunicazione, diventa anche ‘oggetto’ di seduzione, dove l’individuo risulta appagato dall’essere guardato, mostrando e condividendo attraverso dei segni e dei gesti, qualcosa di sé. Infatti, possiamo dire che la moda mette in scena sempre un corpo rappresentato. Dunque se la moda, il corpo, il significato e la comunicazione si relazionano l’un l’altro, risulta difficile che l’uno non prescinda dall’altro in un qualsiasi contesto.
Il corpo, inoltre, risulta essere un corpo ‘educato’ o ‘culturale’, poiché quest’ultimo difficilmente indossa capi differenti, ossia stili diversi poiché si trova a condividere attraverso dei codici, una comunicazione di sé ben distinta.
La moda, essendo portatrice di significati può essere definita come un fenomeno culturale, perché la cultura si lega a significati condivisi, dove ne consegue la sua comprensione e comunicazione.
Anche l’ambiente quotidiano diventa un elemento che si può accostare all’identità, poiché attraverso di esso, si possono percepire determinate caratteristiche dell’individuo. Infatti, gli spazi domestici così come gli oggetti, si associano a una persona poiché si adattano alle sue regole personali e sociali, comunicando non solo la sua identità ma anche l’estensione del corpo, rispecchiando i suoi continui cambiamenti quotidiani.
Secondo il pensiero occidentale, il corpo e soprattuto il corpo ‘svestito’, è stato tradizionalmente considerato come un’entità mancante, non finita.
Nel corso dei secoli, l’abito insieme ad altri elementi, hanno avuto la funzione di trasformare il corpo da ‘incompleto’ in un prodotto culturale ‘finito’. L’abito diventa una membrana che riveste il corpo – che è il mezzo primario per rappresentarsi – ed è essenziale in ogni sua rappresentazione sociale.

Di conseguenza, svestire qualcuno dei suoi abiti, significa cancellarlo socialmente e lasciarlo nell’anonimato. Infatti, l’abito diventa un supplemento del corpo, e svolge una funzione fondamentale nel rapporto tra individuo ed identità.
Il corpo è un ‘oggetto culturale’, che sceglie di quali maschere vestirsi per costruire l’identità dell’individuo, che si veste di numerose maschere attraverso abiti ed accessori, ma anche gesti ed usanze. Attraverso questi elementi, il corpo sceglie quale identità assumere e quali caratteristiche mostrare di sé in quel momento.
Ma attraverso la moda, il corpo non smette di indossare un ‘codice’, e dunque la nudità esiste solo in relazione all’abito.
Il corpo – che è uno strumento di comunicazione -, si veste della sua stessa nudità, infatti l’abito conferisce un’altra forma al corpo, che concerne non solo il corpo vestito ma anche quello nudo. Poiché il corpo nudo si muove male, mentre l’abito ne accompagna i suoi movimenti.
Il concetto di nudità è molto ampio, infatti essa si lega anche il linguaggio del corpo stesso che si mostra in prima persona e afferma la sua esistenza, come dimostrano la body art e la performance.
L’abito comunica in modo essenziale lo stile e il gusto di chi lo indossa, e può enfatizzare le forme del corpo così come nasconderle. Attraverso di esso, l’individuo concepisce e definisce continuamente se stesso come parte della realtà sociale in cui vive.
Il legame tra abito e corpo è indissolubile, dove il corpo non è altro che un supporto per la comunicazione dell’abito, che diventa un’estensione del corpo stesso.
Il corpo, parla attraverso la sua pelle, ma acquisisce un valore culturale e sociale unicamente quando viene vestito, uscendo dall’anonimato.

The body says what words cannot.

Martha Graham

I graduated in Fashion Design, Styling and Communication at NABA, Milan. Since I was a child I loved to draw and customize the clothes of my dolls. In fact, through the study of the history of art and fashion, and of artistic subjects, such as drawing and design, I have developed my interest both in art and fashion. I am a creative, precise and determined person, I love to test myself, experiment new things and face new challenges.

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