fbpx

Gli angeli alieni di Schiaparelli

Surrealismo alla sfilata di Parigi

Daniel Roseberry, il direttore creativo di Schiaparelli, ha trasformato la sfilata per la Paris Fashion Week in un viaggio cosmicoe interiore con la sua collezione Schiaparalien. Ispirata alla storia dello zio di Elsa Schiaparelli, Giovanni Schiaparelli, l’astronomo che contribuì alla scoperta di Marte, il couturier ha portato sulla passerella un dialogo unico tra classicismo, tecnologia avanzata e surrealismo angelico.

Courtesy of Schiaparelli

Il frutto di un’ossessione

La maison Schiaparelli nasce da un’ossessione: lo spazio, l’ignoto, il segreto della vita, degli elementi al di là del mondo tangibile, del mondo che conosciamo. 

La fondatrice era infatti nipote di uno scienziato che scoprì un’area paragonabile al Gran Canyon su Marte. E lei era appassionata di astronomia, sbirciava i libri e gli studi dello zio con la sete di conoscenza negli occhi e allo stesso tempo era follemente innamorata dell’arte figurativa e plastica. 

È così che il Direttore Creativo attuale, che ha ereditato il brand con rispetto e dedizione, mescolando la storia della maison con la sua visione futuristica, ha voluto nella collezione primavera estate 2024 rendere omaggio a quest’ossessione, esplorando le contraddizioni intrinseche alla vita e all’arte.   

“Come l’arte e la natura insegnano sempre, le cose e le idee apparentemente opposte possono combinarsi per creare sorprendenti chimere”, commenta Roseberry, autore di questo spettacolo che è assieme eredità e avanguardia, purezza e provocazione, Terra e Cielo

Courtesy of Schiaparelli

Alieni e Angeli 

Tra le pareti del magnifico Petit Palais di Parigi, costruito per stupire il mondo per l’Esposizione Universale del 1900, le modelle sfilano l’una dietro l’altra come in una processione angelica di creature venute da un universo lontano, ma che penetra profondamente il senso dell’umanità terrestre

La suggestione delle terre marziane si traduce in abiti che mescolano pizzi e merletti, trasparenze e abiti dai tagli che deformano il corpo umano in ali di tessuto rigido, mentre le paillettes diventano microchip e un bambino bionico tenuto in braccio con la tristezza nello sguardo si trasforma in un gioiello. 

È un gioco surrealistico che rivela una verità che va oltre l’esattezza, che è più reale della realtà stessa, portandoci, attraverso inquietanti alieni-angeli, un’umanità profonda, nuda, priva di maschere e ipocriti narcisismi

È il viaggio verso Marte che ci condurrà al centro della nostra Terra umana, sembra dirci Roseberry, quel mondo che tiene nascosto dentro di sé un inesorabile dolore, vuoto, smarrimento, assurda malinconia di un infinito di cui eravamo re e che abbiamo ormai perduto.

Arianna Galli (Brescia, 29 marzo 2002) è una scrittrice, poetessa, critica letteraria, pittrice, giornalista di moda e traduttrice italiana con origini francesi, autrice dei libri "Non c'erano fiori"(2022, Giuliano Ladolfi Editore) e "Il Deserto di Milano" (2023, Edizioni Ensemble). Ha vinto vari premi letterari nazionali e le sue composizioni sono comparse sui più importanti giornali e riviste letterarie italiane – sulle versioni cartacee dei giornali La Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale di Brescia e sulle testate online Interno Poesia, Alma Poesia, Poesia del nostro tempo, Rivista '900 letterario e Atelier Poesia – e straniere in francese (Revue Incertain Regard), portoghese (Eufeme magazine) e spagnolo (Revista Kametsa). Collabora come critica letteraria a Satisfiction con la sua rubrica "Poesia per respirare la vita".

Fashion Journalist
POST A COMMENT