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volto di Dua Lipa look vintage

Dua Lipa is vintage nostalgia

Fascino dal passato

Vintage. Parola musicale che deriva dal francese antico vint (“venti”) age (“anni”), per indicare quegli oggetti indossati o prodotti almeno vent’anni prima del momento attuale. Esattamente come il vino, invecchiando, i prodotti vintage acquistano caratteristiche che li rendono pregiati, perché portano dentro di sé il sapore, il colore, le sfumature speziate del tempo. 

Nella moda designano appunto abiti cult, abiti che parlano silenziosamente di un’epoca e della sua musica, della sua vita. 

Varie celebrities negli ultimi anni hanno deciso di indossare capi vintage, ma c’è una star che si distingue da tutte le altre:  Dua Lipa si è vestita in maniera iconica di passato, riportandoci i suoi tagli, colori e atmosfere.

Dua Lipa indossa un abito Gianni Versace/ vogue.it

Dua Lipa in Versace anni ’90: provocazione ed arte

Un labirinto di nastri di pelle nera si intreccia a un pizzo floreale e alle fibbie e spille d’oro creando un’opera d’arte, firmata Gianni Versace, in cui la donna possa mostrarsi spigolosa, forte, squisitamente provocatoria e al tempo stesso elegante. 

Questo è il primo look vintage che la cantante ha letteralmente interpretato al Grammy 2022.  L’abito, della collezione Versace autunno/inverno del 1992, fu indossato per la prima volta in una sfilata dalla modella Christy Turlington e successivamente dalla splendida Cindy Crawford in varie occasioni.

 Il tutto è abbinato a gioielli Versace, i capelli lunghissimi e liscissimi color platino, le labbra color borgogna, la pelle abbronzata e lo sguardo intenso di Dua Lipa. 

Dua Lipa indossa un completo in denim di Dior e un abito di Mugler vintage a Ibiza/ vogue.uk

Dua Lipa in Dior e Mugler a Ibiza: passato tropicale

Sullo sfondo caldo e mediterraneo di Ibiza, Lipa ha celebrato il suo ventisettesimo compleanno indossando prima un total look vintage Dior, che comprende un bikini in denim, un pareo trasparente abbinato e stivali alti al ginocchio con monogramma. La sera, ha invece indossato un abito d’archivio in pelle di Thierry Mugler couture, con un tormentato motivo a fiamma con colori che vanno dal nero all’indaco, pietrificando chiunque lo osservi con il suo movimento.

Dua Lipa indossa un abito Dior e un completo Cavalli vintage per il video musicale di Potion/ wmagazine.com

Dua Lipa is vintage nostalgia: fascino dal passato

È però nel video musicale di Potion, canzone in collaborazione con il celebre DJ Calvin Harris e il rapper Young Thug, che Dua Lipa incarna pienamente anima, voce e corpo la sua vintage nostalgia. Il brano è un inno electro-funk, un’eco diun’atmosfera da discoteca anni ’80 che incanta e strega, è puro sex appeal: è travolgente, rilassante, provocatorio, ha quel tipo di magnetismo musicale che ti dà una carica elettrica ed euforica. Proprio come lo sguardo di Dua Lipa, proprio come i suoi capelli lunghi bagnati, proprio come la sua voce

Nel video clip, sotto la direzione d’eccellenza del grande Emil Nava,  Lipa è regina in ogni istante, danzando una coreografia dai movimenti lenti e sfoggiando degli straordinari outfit vintage che riflettono a livello visivo il ritorno a un passato magico che è la canzone. Dal mini abito di Christian Dior by John Galliano, all’ensemble firmato Roberto Cavalli, fino al sinuoso abito cut-outdi Gucci by Tom Ford  in pelle di serpente blu, indossato precedentemente nella versione di abito in lungo dalla bravissima e bellissima attrice – vincitrice del premio Oscar per il film Shakespeare in Love –  Gwyneth Paltrow al Met Gala del 1999, Dua Lipa non finisce mai di ammaliare. 

È così che Dua Lipa incarna un tempo ormai passato, ma che può rivivere grazie alla sua voce, al suo corpo rivestito dalla vera e propria arte dei designer che hanno lasciato un segno, che hanno lasciato una scia materica mozzafiato realizzazione della loro immaginazione, dei loro sogni, della loro visione della donna e del mondo che hanno vissuto, che hanno amato.

Arianna Galli (Brescia, 29 marzo 2002) è una scrittrice, poetessa, critica letteraria, pittrice, giornalista di moda e traduttrice italiana con origini francesi, autrice dei libri "Non c'erano fiori"(2022, Giuliano Ladolfi Editore) e "Il Deserto di Milano" (2023, Edizioni Ensemble). Ha vinto vari premi letterari nazionali e le sue composizioni sono comparse sui più importanti giornali e riviste letterarie italiane – sulle versioni cartacee dei giornali La Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale di Brescia e sulle testate online Interno Poesia, Alma Poesia, Poesia del nostro tempo, Rivista '900 letterario e Atelier Poesia – e straniere in francese (Revue Incertain Regard), portoghese (Eufeme magazine) e spagnolo (Revista Kametsa). Collabora come critica letteraria a Satisfiction con la sua rubrica "Poesia per respirare la vita".

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