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Crocheting mania: la nuova passione della GenZ

Basta aprire i social per ritrovarsi invasi dalla crocheting mania. Che si tratti di content creators più o meno quotati, small business o brand con una certa notorietà, quello che si può nuotare è una vera e propria riscoperta del crochet.

Attività riscoperta dalla GenZ durante la pandemia nel tentativo di affrontare al meglio la noia e l’isolamento sociale, “lavorare all’uncinetto” è diventata la tendenza di cui non si può più fare a meno. Anche per quest’anno infatti la spring/summer si presenta una stagione piena di creatività e nuove proposte.

Una tendenza “slow fashion”:

La bellezza di questa tendenza è il suo essere “slow fashion”, ossia in forte contrasto con la maggior parte delle tendenze “fast fashion” che condizionano apertamente il nostro modo di acquisto.
Si tratta dunque, di una tendenza con tutte le carte in regola per portare una maggiore consapevolezza su quello che è il gravoso impatto ambientale del fashion system.

Dal mio punto di vista, credo che si tratti di un ottimo punto di partenza per l’apertura a una riflessione sulla crescente formazione di un nuovo pensiero critico verso le evanescenti tendenze della fast fashion. Questa tendenza ha inoltre contribuito al rilancio del giusto valore da attribuire ai prodotti artigianali. Quello che si percepisce è una maggiore consapevolezza soprattutto fra la GenZ, sulle modalità di approccio al mondo del fashion.

Una tendenza nata dalla passione per il prodotto artigianale:

Grazie all’ampio pubblico abbracciato dai social media, sono molte le persone che si stanno mettendo in gioco proponendo al pubblico online accessori e capi di abbigliamento unici del loro genere. Meritevoli di un’attenzione particolare sono i creators che oltre e proporre la loro visione della “crocheting mania”, cavalcano l’onda dell’upcycling, incentivando un fenomeno che possiamo definire “la nuova visione del crochet”.

L’innovazione dietro questo modo di dare una seconda vita ai capi dismessi, consiste nel prendere uno o più capi inutilizzati, tagliarli a strisce, arrotolare poi le strisce ottenute su loro stesse, così da ottenere l’effetto del filato, e infine unirle insieme in un gomitolo da usare per dare vita alle varie creazioni.

Se alla fine questa tendenza “slow fashion” ha finito per conquistare sfilate e brand, vale la pena concentrare la nostra attenzione sugli small business emergenti che, attraverso proposte di abbigliamento e accessoriato, s’impegnano per la creazione di uno stile peculiare che permetta loro di emergere, così da catturare l’attenzione di una clientela che sa cosa significhi dare il giusto valore a prodotti unici nel loro genere.
Accanto alle proposte degli small business e dei fashion brands, non mancano però contenuti e tutorial differenti: bookcover, vista la prorompente entrate in scena dell’elemento libro come “accessorio fashion”, elementi di arredamento d’interni, accessori per il beauty, coccolosi pupazzi a forma di animale o di personaggi di saghe letterarie, film e serie TV da abbinare ai propri outfit.

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