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Bulgari a Milano

75 anni di ciclica meraviglia

Fin dall’antichità l’uomo ha avuto un certo bisogno della simbologia non solo per credere in qualcosa o attribuirvi un significato, bensì per trasmettere anche la sua stessa conoscenza del mondo, o se non altro la sua percezione di esso. 

Lo stesso sociologo Jean Baudrillard (1929 – 2007) parla di questa odierna necessità da parte dell’uomo di cercare e dunque creare una simbologia che lo potesse guidare nelle apparentemente insensate contraddizioni della vita quotidiana; lo studioso ci avverte anche che quella stessa simbologia rischia poi di rivelarsi nulla più di un semplice e vuoto simulacro, ormai sempre più lontano dalla vera essenza delle cose.

Non è però il caso della nuova mostra di Bulgari Serpenti – 75 years of Infinite Tales, esposta dall’11 ottobre al 19 novembre dal Dazio di Levante di Milano presso Parco Sempione, che anzi omaggia e reinventa ancora una volta il simbolo del Serpente, ormai costitutivo della Maison ed imperitura espressione di ciclica eternità.

Dentro la mostra Serpenti – 75 years of infinite Tales

Non si tratta quindi solo di un cimelio statico, ma anche di un mix dinamico catturato nella sua stessa essenza di divenire, come una vorticosa spirale che ci trasporta in un mondo di infinite possibilità creative, ricordandoci il potere rinnovante dell’arte stessa: come un serpente, infatti, l’artista cambia pelle, punti di vista e forma d’essere, altrimenti si ritroverebbe a “perire” (come ci dice lo stesso filosofo Friedrich Nietzsche).

La magia del potere evocativo del serpente deriva anche dal fatto che sia esso stesso specchio dell’ incredibile versatilità tipica di Bulgari, marchio eclettico e pulsante di novità che portano comunque con sé un pezzo di tradizione.

Al progetto hanno partecipato sei artisti internazionali e italiani: Davide Quayola, Sougwen Chung, Daniel Rozin, Cate M, Fabrizio “Bixio” Braghieri e Filippo Salerni, che- con le rispettive opere- hanno di fatto reinterpretato la natura ambigua e trasformante del segno Serpenti.

“Disquamarsi. – Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito.” —  Friedrich Nietzsche

L’uroboro: eterno simbolo tra rinnovo e tradizione

La sua simbologia ha attraversato la storia e l’iconografia classica, lasciando un segno indelebile con la pregnanza del suo significato: ricordiamo ad esempio la dea Medusa, punita per la sua vanità e trasformata in una testa di serpenti vivi, pronti a difendere ma anche destinati a raccontare una storia di infinita bellezza.

Dalla Cina all’Europa, infatti, l’uroboro è sempre stato rappresentato come segno di rinnovo e longevità, ma anche come l’altro volto del Bello, seducente e talvolta oscuro, che alla fine trova la luce giusta per trasformarsi e quindi evolversi.

Con questa mostra, Bulgari, ancora una volta, fa della resilienza uno stile di vita, e del serpente, suo guardiano e protettore.

È quindi un’occasione unica ed irripetibile, che vanta sicuramente alcuni dei pezzi di gioielleria più alta e raffinata che hanno marchiato letteralmente la storia dell’illustre casa di moda, nonché uno sfavillante Bildungsroman tra gioielli, materiali d’archivio e orologi, in un climax ascendente di passione creativa, che incontra la perfetta geometria della materia.

Così Bulgari elegantemente firma e festeggia il 75° anniversario di Serpenti, invitandoci, ancora una volta, a “cambiare pelle”, facendo tesoro dell’abito di vita che abbiamo indossato, per rinascere ancora più assetati di Bellezza ed autenticità.

Autore: Felicia Aldinucci

Sono una studentessa di moda nell'Editoria e nella Comunicazione, con una laurea in Lettere Moderne. Ho una grande passione e mi diletto in tutto ciò che è arte ed espressione di sé, in un mix poliedrico: scrittura, disegno e musica. Aspirante giornalista e stilista di moda, nel tempo libero lascio che il mondo mi parli: creare per me non è solo un hobby, ma uno stile di vita.